FONDO IMMOBILIARE EUROPA 1: SOSPESO IL RIMBORSO

Cattive notizie per coloro che hanno acquistato quote del fondo di investimento Europa Immobiliare 1 collocato da Poste Italiane. La società di gestione ha emesso il seguente comunicato: “Vegagest SGR S.p.A. – in qualità di società di gestione del FIA italiano immobiliare, istituito in forma chiusa, denominato “Europa Immobiliare 1” (il “Fondo”) – rende noto che, a seguito del verificarsi di circostanze non note e non prevedibili al momento della redazione e dell’approvazione del rendiconto finale di liquidazione, il Consiglio di Amministrazione, con il parere favorevole del Collegio Sindacale, ha deliberato quest’oggi di sospendere provvisoriamente la delibera di approvazione del rendiconto finale di liquidazione del 1 Marzo 2018 e, quindi, anche l’operazione di rimborso, che avrebbe dovuto essere perfezionata..
La predetta sospensione è dovuta a circostanze straordinarie, come detto non prevedibili, inerenti alle attività di liquidazione delle partecipazioni dirette ed indirette del Fondo, attualmente soggette a verifiche di carattere amministrativo, contabile, legale e fiscale, i cui esiti verranno resi noti non appena terminati gli accertamenti del caso e verificati eventuali impatti sul rendiconto finale di liquidazione approvato in data 1 Marzo 2018, che, se del caso, dovrà essere conseguentemente oggetto di aggiornamento o modifica, nei minori termini tecnicamente possibili.

I fondi del gruppo Poste Italiane tra il 2002 e il 2005, vennero comprati da decine di migliaia di risparmiatori, i quali pensavano probabilmente di fare un’ operazione sicura, puntando su prodotti legati al  mercato immobiliare. A distanza di oltre 10 anni questi fondi stanno riempendo affondando i portafogli dei clienti.
I fondi venduti dalle Poste sono prodotti del risparmio gestito che consentono di puntare sul mercato immobiliare senza acquistare direttamente un immobile. In pratica, gli investitori versano i loro soldi in un fondo e ne acquistano le quote. Le somme raccolte venivano utilizzate da una società di gestione per comprare dei fabbricati e dei complessi residenziali o commerciali, che vengono poi affittati. Trascorsi 10 anni dal termine della raccolta (o dopo 13 anni in caso di proroga) il programma prevede la rivendita degli immobili e la liquidazione agli investitori del ricavato.
il Gruppo Poste Italiane ha venduto a migliaia di clienti 4 fondi immobiliari creati da noti gruppo finanziari e società di gestione come Investire sgr (Banca Finnat), Vegagest e Fimit (gruppo DeAgostini). I prodotti si chiamano Invest Real Security, Obelisco, Europa Immobiliare 1 e Alpha . Le quote dei fondi erano sottoscrivibili con cifre a partire da 2.500 euro. Tutti i fondi immobiliari venduti dalle Poste hanno provocato solo perdite nel portafoglio dei risparmiatori. A causa della crisi economica gli immobili acquistati da chi gestiva i fondi hanno subito infatti una pesante svalutazione. Il prezzo a cui saranno venduti nei prossimi mesi e anni, dunque, è quasi sempre ampiamente inferiore a quello di acquisto.
Il fondo Invest Real Security, è andato in scadenza il 31 dicembre 2016. È in quel momento che i risparmiatori hanno scoperto di aver perso gran parte del loro investimentoIn 13 anni il fondo Irs ha offerto un rendimento negativo di circa il 3% annuo ai sottoscrittori della prima ora, garantendo cospicui incassi  alla società di gestione, ai consulenti e ai collocatori dei fondi immobiliari.
Ora il problema riguarda oltre ai clienti che hanno acquistato il fondo Europa 1, anche  i  22mila clienti titolari di quote di Obelisco la cui scadenza è prevista per fine 2018, e i cui rendimenti oggi sono fortemente negativi. A fronte di una sottoscrizione di 2.500 euro, oggi ogni quota vale 225 euro (Nav), al quale vanno aggiunti 25 euro di proventi già distribuiti e 275 euro di rimborsi. Il risparmiatore che ha investito nel  fondo ha quindi oggi un titolo da 525 euro, con una perdita secca di oltre il 75%.
Il fondo Obelisco era stato spinto al momento del collocamento come un fondo di investimento sicuro e redditizio, senza calcolare i rischi che emergono invece leggendo i prospetti. In pratica i clienti si sono fidati dei suggerimenti degli sportellisti senza fare le opportune verifiche e leggere gli opuscoli informativi.
Probabilmente  le perdite al momento della liquidazione porteranno alla erosione di erosione di gran parte del capitale investito.  Per tutelarsi  sarebbe opportuno controllare che tipo di profilatura è stata fatta al momento dell’acquisto tenendo presente che all’epoca era il vigore il Regolamento Intermediari Consob 11522/1998.
Tutti i fondi collocati da poste italiane erano inadatti ai risparmiatori perché si tratta di prodotti di investimento rischiosi. Oltre a subire ampie oscillazioni, a seconda dei risultati ottenuti, i fondi immobiliari sono strumenti poco liquidi, per cui è sempre difficoltoso rivendere rapidamente le quote,  come avviene di solito per un normale fondo comune di investimento. Anche se quotati in borsa ma i fondi non registrano mai un volume di scambi talmente elevato da renderli facilmente negoziabili in qualsiasi momento.
Già da alcuni anni, molti risparmiatori, avveduti del cattivo affare proposto da Poste Italiane, avevano avviato azioni legali, e hanno concluso favorevolmente la vicenda, ottenendo dal tribunale il rimborso completo dell’investimento.
Di recente il Tribunale di Catania con la sentenza del 27/2/2018 si è occupato della questione riconoscendo la inidoneità delle informative fornite  ritenendo il prodotto sostanzialmente inadeguato rispetto al profilo di rischio del cliente.  Scrive infatti il giudice siciliano  “Il complessivo comportamento tenuto dalla convenuta, quindi, costituisce l’antitesi del principio di trasparente e corretta informazione delle vicende concernenti l’acquisto dei valori mobiliari, cui – in attuazione dell’art.47 Cost. – si ispira il TUF” […]”
Il giudice ha quindi condannato poste Italiane alla restituzione dell’investimento e al  risarcimento del danno, quantificato in base al rendimento dei BOT.

Link e Documenti
Comunicato Vegagest


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