Il credito insoluto è uno dei problemi strutturali del tessuto economico italiano: secondo i dati della Banca d’Italia e delle principali associazioni di categoria, ogni anno decine di miliardi di euro di crediti commerciali rimangono insoluti, con effetti devastanti sulla liquidità delle imprese, in particolare le piccole e medie, che spesso non dispongono né delle risorse né degli strumenti giuridici adeguati per reagire con tempestività ed efficacia.
Questa sezione è dedicata all’analisi delle procedure di recupero giudiziale e stragiudiziale del credito, dalla fase di messa in mora e diffida alla scelta tra procedura monitoria e azione ordinaria, fino alle diverse forme di esecuzione forzata. Gli articoli illustrano il funzionamento del ricorso per decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, i termini per l’opposizione del debitore, e le strategie per contrastare le opposizioni strumentali volte a dilatare i tempi di recupero.
Un’area centrale è dedicata alle tecniche di esecuzione forzata: pignoramento mobiliare presso il debitore, pignoramento immobiliare con iscrizione ipotecaria, e — strumento spesso sottovalutato ma di grande efficacia pratica — il pignoramento presso terzi su stipendi, pensioni e crediti verso la pubblica amministrazione. Gli articoli esaminano anche la ricerca dei beni pignorabili attraverso le banche dati disponibili, e i limiti di pignorabilità previsti dal Codice di Procedura Civile.
La sezione affronta inoltre il rapporto tra recupero del credito e procedure concorsuali: l’insinuazione al passivo in caso di fallimento o liquidazione giudiziale del debitore, gli accordi di ristrutturazione del debito, il piano di risanamento attestato e le implicazioni per i creditori chirografari nei concordati preventivi. Ogni contributo è redatto per aiutare imprenditori, professionisti e uffici legali a valutare la convenienza dell’azione esecutiva, scegliere lo strumento più efficace in base alla situazione patrimoniale del debitore, e gestire correttamente i termini di prescrizione per non perdere il diritto al recupero.